l'ARCA International

n.150 Settembre/Ottobre 2019

SEDE IBM ITALIA

I nuovi headquarters della Sede IBM Italia sorgono lungo la direttrice Roma Fiumicino. Una zona di espansione strategica della città vicina all’aeroporto Leonardo Da Vinci, alla Fiera di Roma e ad altri edifici direzionali, alcuni recentemente realizzati. Destinato a una delle più importanti multinazionali operanti nel settore delle nuove tecnologie e dell’informazione, era logico aspettarsi che l’edificio ne avrebbe rappresentato la filosofia aziendale. Un edificio quindi realizzato con materiali moderni e trasparenti e allo stesso tempo all’avanguardia per quel che concerne i consumi energetici e l’impatto ambientale.

Lo studio Z14 che ne ha disegnato e seguito il progetto ha decisamente puntato sull’idea di un organismo in simbiosi con l’ambiente circostante. Ha evitato l’immagine respingente degli edifici per uffici fatta di vetri specchiati e ha pensato di trasformare il complesso in un riferimento visivo per gli automobilisti che attraversano la zona. La notte, infatti, quando le luci degli uffici sono accese, la struttura si trasforma in una lanterna, in un riferimento urbano.

Il concept della Sede IBM Italia, ci racconta Alessandro Ridolfi, titolare dello studio Z14, è stato tratto dal mondo organico e precisamente dalla forma di una medusa. “Si tratta di organismi che si integrano perfettamente all’ecosistema in cui sono immersi e hanno la caratteristica di generare luce”. Insieme all’idea della medusa – aggiunge Ridolfi – abbiamo lavorato al mondo degli uomini e dei loro oggetti e dall’altro all’ambiente. I due temi si integrano e si sovrappongono in forme nuove e inaspettate”.

Da un punto di vista della logica della composizione dei volumi, l’edificio lavora sulla sovrapposizione. È formato da un basamento su due piani ce segue un proprio andamento caratterizzato da forme morbide che si susseguono generando sporgenze e rientranze. Sul basamento insistono tre corpi di sei piani, affusolati e slanciati, che ne seguono, ma solo in parte, le direzioni.

I tre corpi confluiscono in uno spazio vuoto centrale attraversato da corridoi in quota e tra loro rigorosamente separati in maniera tale da non compromettere le visuali da una parte all’altra del complesso. Il vuoto, infatti, smaterializza l’effetto della massa muraria e assume, in termini di composizione del volume, tanta importanza quanto il pieno della costruzione stessa.

Il risultato è una costruzione aperta al paesaggio circostante, proiettata lungo molteplici direttrici, che rifiuta l’univocità di un unico punto di vista prospettico e che ha bisogno, per essere compresa, di essere percorsa in lungo e in largo.

A unificare la dialettica tra le parti provvedono i brise soleil che, così, adempiono a una duplice funzione. La prima è di controllare l’irraggiamento solare consentendo risparmi energetici e benessere ambientale. La seconda è di legare lungo l’orizzonte dell’edificio, attenuandone la verticalità e generando unità visiva.

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